02/08/2008

Censura e Rai

Ho sempre amato terribilmente Report. L'ho sempre considerata una trasmissione che, per quanto ti faccia incavolare mostrandoti il marcio che c'è in Italia, ti fa vedere le contraddizioni di politica e della nostra società in genere, fa un pubblico servizio mostrandoci quello che effettivamente NON funziona. Loro hanno parlato del marcio mondo della moda, della sanità, dei nostri politici che comperano all'asta mega appartamenti nel cuore di Roma al prezzo di monolocali a Buccinasco.

Poi arriva da Report una bastardata che non ti aspetti. La notizia è di marzo, ma che ci volete fare ultimamente sono presa, la trovo sul blog della Guzzanti.

In un momento in cui il mondo giornalistico italiano sembra intento SOLO a descrivere i quadretti amorosi di villa Certosa (oohh..il cav. dopo aver dichiarato che si sposerebbe con tizia o caia, le prende la mano....ohhh...), la signora Veronica Lario fa la nonna (vabbè di quello parlo un altra volta) facendoci rimpiangere il nostro Emilio Fede che almeno mentre lecca il culo al premier un sorriso ce lo strappa ecco che scopro. Report manda in onda un servizio sulle case farmaceutiche che "oliano" i medici affinché prescrivano inutili medicine. Un informatore farmaceutico si sente leso (??) segue la causa. La rai lascia in braghe di tela il giornalista scaricando su di lui tutta la colpa, ecco qui di seguito un brano della lettera del giornalista Barnard:

 

" Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato
dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel
1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del
comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (’Little Pharma &
Big Pharma’). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica
sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con
regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori
prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con
gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha
dichiarato: ‘Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie’) e
spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco
Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a
55.000 morti nei soli USA).

L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in
giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne
danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.

Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti
avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il
suo pieno benestare.

Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena
Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri
redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non
preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste
giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi
risparmiai nei rischi.
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi
abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò
arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli
studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in
questa controversia legale.(3) Ma non solo.

La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena
Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me
(sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in
caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*
*(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola
contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare
per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è
sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale
che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi
giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del
lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena
Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile
l’operato della RAI in questi casi).
"

.Bella figura per una trasmissione che vorrebbe denunciare le ingiustizie, no?

 

11:35 Scritto da: under-pressure | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Effettivamente una bella figuretta . . . di m****

Scritto da: Alex | 13/03/2009

.... e nessuna sa niente !

ho sempre ammirato la gabanelli ma ..... non riesco a crederlo.
ricordo bene il servizio in questione; seguo sempre il programma ed essendo poche le puntate si ricordano bene i contenuti pur non essendo, invece, in grado di dare una collocazione del periodo.

può esser, invece, che la fonte di qualche notizia riportata dal "collaboratore" (di cui, nel tuo blog, non vi è riportato il nome) sia stata attendibile e che lui l'abbia inserita considerando che nel calderone non si fosse notata o resa poco impugnabile ? e che, quindi, sia venuta meno la fiducia delle parti che avrebbe dovutosostenerlo ?? troppo strano !! ma se lo inserisce nel suo la Buzzanti ......

Scritto da: giorgio armani | 10/12/2009

Scrivi un commento